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La progressiva digitalizzazione delle aziende ha sicuramente velocizzato i processi produttivi e migliorato l’organizzazione e la gestione dei dipendenti e dei documenti, ma ha comportato anche alcuni svantaggi, come la possibilità di essere vittima di attacchi informatici da parte di hacker esperti e privi di scrupoli. Chi gestisce una piccola azienda come una falegnameria o una pasticceria non pensa che i suoi dati possano essere violati e rubati da un hacker, perché si ha la convinzione che gli attacchi informatici possano capitare solo alle grandi multinazionali, invece si stanno moltiplicando tali reati anche a discapito delle piccole e medie imprese.

Quali sono le conseguenze di un attacco informatico?

Gli hacker sono ormai diventati il nemico numero uno delle imprese, vista la loro capacità di immobilizzare con un semplice virus i processi produttivi e di impedire il regolare svolgersi delle attività aziendali. Esistono diversi tipi di attacchi informatici che possono colpire i sistemi delle imprese, tra questi il più comune è il data breach (violazione dei dati personali), che consiste nel rubare i dati sensibili di un’azienda, compresi quelli dei clienti e dei fornitori e di diffonderli online o di venderli ad altre società. Il data breach comporta per le aziende soprattutto un danno di immagine, difatti i clienti perdono fiducia nel brand, preferendo competitor che assicurano maggiore sicurezza online. L’attacco informatico più comune è l’introduzione di un malware sui sistemi informatici dell’azienda, che può determinare anche un blocco permanente di alcune attività fondamentali come la gestione delle mail, la navigazione web, l’accesso ai database, ecc.

Un malware può immobilizzare le attività delle imprese anche per diverse settimane e solitamente, quando si è vittima di questi attacchi si riceve un messaggio dagli hacker che pretendono un riscatto per ripristinare il sistema, una vera e propria estorsione, che può compromettere in maniera irreparabile le finanze dell’azienda. Oltre agli attacchi informatici che vi abbiamo segnalato, vi sono altre tecniche meno conosciute e più avanzate che possono compromettere la rete aziendale e minare la credibilità o le finanze delle imprese come phishing, botnet, doxing, ransomware, ecc. Si può anche essere vittima di cyber attacchi personali, che hanno lo specifico scopo di screditare il titolare dell’attività, i soci o i dipendenti, così da provocare un danno d’immagine che si ripercuote immediatamente sull’intera attività.

Attacchi hacker alle aziende italiane

L’Italia e in particolare le aziende italiane sono una facile preda degli hacker, che hanno ben capito come sia estremamente semplice violare una rete aziendale, visto che nel nostro Paese si sottovaluta questa minaccia e non si interviene sulla sicurezza informatica. La mancanza di strumenti informatici atti a prevenire gli attacchi ha reso vulnerabili molte aziende italiane, che sono cadute nella rete degli hacker, provocando un impatto devastante non solo sulle finanze ma anche sulla reputazione delle aziende. Negli ultimi anni si sente sempre più speso parlare di attacchi hacker, ma a fare notizia sono soprattutto le violazioni che coinvolgono le istituzioni come quella ai danni dell’EMA, del Dipartimento del Tesoro americano o all’INPS. Non tutti sanno che alcune tra le aziende italiane più importanti sono state già vittime di hackeraggio come Campari, Enel, Bonfiglioli di Bologna, Geox e Luxottica e che hanno subito ingenti perdite finanziarie e un notevole danno di immagine.

Il caso del gruppo Campari può essere emblematico per comprendere come un’azienda possa subire notevoli conseguenze da un cyber attacco. A novembre 2020, il brand Campari ha subito un attacco hacker che ha determinato il furto di circa 2 terabyte di dati, compresi i dati personali di oltre 4.000 dipendenti e oltre 1.000 consulenti interni ed esterni all’azienda e per evitare la diffusione degli stessi, sono stati richiesti 15 milioni di euro di riscatto. Campari ha dovuto comunque emettere una nota pubblica, dove spiegava che alcuni dati erano compromessi, provocando un subitaneo crollo della fiducia da parte di investitori e clienti e allo stesso tempo non si hanno notizie della cifra pagata dall’azienda agli hacker per evitare la diffusione dei dati rubati. La stessa sorte è capitata ad altre importanti società italiane come Tiscali, Luxottica, Ho.Mobile e Carraro che sono dovuti scendere a patti con gli hacker per recuperare i dati trafugati o per riprendere la normale attività produttiva, a causa di disservizi provocati da malware e altre violazioni. Nonostante le indagini della Polizia Postale, non è così semplice acciuffare gli hacker e molte aziende preferiscono pagare degli esorbitanti riscatti pur di evitare disservizi o una perdita di credibilità.

Come difendersi dagli attacchi informatici

Come avrete sicuramente capito, gli attacchi informatici non sono così rari come si può pensare e possono coinvolgere qualsiasi tipo di azienda, per questo è importante intervenire e adottare delle misure di sicurezza in grado di prevenire queste violazioni. Le aziende devono formare i propri dipendenti riguardo le minacce hacker e indicargli come comportarsi e agire quando si sospettano delle violazioni, in molti casi un tempestivo intervento può scongiurare la perdita di dati sensibili. Per proteggersi dai cyber attacchi è sempre opportuno installare degli ottimi antivirus e aggiornarli costantemente, così da avere la certezza che vi è uno scudo protettivo per evitare le più comuni violazioni. Gli hacker sono diventati sempre più esperti e sono in grado di violare anche le reti più sicure, per questo è sempre opportuno fare un backup dei dati, utilizzando dei sistemi non connessi alla rete, utilizzando un semplice disco fisso esterno.